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Un giorno in casa

Un giorno in casa è la quattordicesima mostra promossa e organizzata da Fondazione smART – polo per l’arte, in programma a partire da martedì 8 giugno 2021.

A cura di Davide Ferri e Saverio Verini, la mostra riunisce le opere di nove artisti di diverse generazioni, ed evoca alcune suggestioni attorno all’idea di casa, un interno domestico che entra in risonanza con il carattere dello spazio espositivo, un ex appartamento in un villino di inizio Novecento.

La mostra vuole mettere in luce una serie di contrasti a partire dalla visione del contesto domestico come qualcosa di apparentemente innocuo, composto e dimesso, per rivelarne poco per volta la natura instabile, insicura, perturbante. I lavori selezionati affermano e al contempo contraddicono gli aspetti tradizionalmente associati a un “interno”: evidenziano incongruità, sguardi obliqui, figure incerte e, pur attingendo in alcuni casi a una pittura che si potrebbe definire “di genere” (natura morta, paesaggio), ne sovvertono i canoni o ne forzano i limiti.

Un giorno in casa è dunque una mostra di dipinti, in cui s’intrecciano diversi approcci alla pittura.

Le nature morte di Alessandro Fogo (Thiene, 1992) sono “accese” da enigmatici bagliori e intensi contrasti della luce o dei piani dell’immagine; le visioni d’interno di Anna Capolupo (Lamezia Terme,1983) apparentemente placide, contengono, in forma disarticolata, elementi enigmatici e misteriosi; l’intervento sulle pareti di Amedeo Polazzo (Starnberg, 1988) propone in uno spazio interno della casa uno sfondamento fittizio verso l’esterno, facendo incontrare in un unico ambiente frammenti di spazi eterogenei; le visioni compostamente oniriche di Lula Broglio (Sanremo, 1993), animate da figure destabilizzanti ed eccentriche possono ridefinire il rapporto tra dentro e fuori; i lavori di Franco Guerzoni (Modena, 1948) aprono la visione del muro a ipotetiche stratificazioni, a un “dentro” del muro che riemerge in superficie attraverso macchie ed essudazioni; i dipinti di Manuele Cerutti (Torino, 1976) si concentrano su visioni minime e ordinarie, con oggetti e frammenti trovati nello studio e negli immediati dintorni, che diventano, ingranditi e ricombinati, figure di cui l’artista prova a ritrarre la “presenza umana”; i lavori di Farid Rahimi (Losanna, 1974) variano e ripetono incessantemente, in una serie iniziata alcuni anni fa, l’immagine di una stanza, esplorando attraverso questo unico soggetto, capace anche di virare verso l’astrazione, diverse potenzialità della pittura; nei dipinti di Miltos Manetas (Atene, 1964) soggetto dei quadri è un elemento che scorre a margine del nostro campo visivo ma onnipresente nella vita contemporanea — cavi elettrici rappresentati in forma di grovigli che sono insieme nature morte e paesaggi; le opere di Giulio SaverioRossi (Massa, 1988)sono spesso frutto di veri e propri “esercizi di visione” che qui approdano a un paesaggio ritratto dall’interno e visto attraverso il vetro opaco di una finestra, che diventa un’immagine rarefatta, gassosa, mobile.

Il titolo della mostra allude a una dimensione del tempo velata di ordinarietà e quotidianità, con le sue variazioni di luce, che può rimandare a una dilatazione o una contrazione temporale; idealmente anche con un corpo che abita questa dimensione, un corpo mai visibile nelle immagini in mostra, ma che perlustra lo spazio, ed è alle prese con diverse attività all’interno della casa.Una presenza che può manifestarsi o rimanere sospesa. Un giorno in casa sembra trovare una certa risonanza con la situazione che, da oltre un anno, ha visto intensificarsi il rapporto tra le persone e le proprie abitazioni. La casa ha acquisito una centralità inedita e un po’ ambigua: spazio vitale, zona di sicurezza, luogo di reclusione e costrizione, area di inibizione o esaltazione di bisogni e pulsioni.

Tag:
Amedeo Polazzo / Lula Broglio / Alessandro Fogo / Anna Capolupo / Franco Guerzoni

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